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storia e folklore

collane

Giulio Di Lorenzo

La Prima Guerra Mondiale e i caduti di Valle di Maddaloni 1915-1918

pg 96 – formato 16 x 24
ISBN 88-88848-09-6
EAN 978-88888-48-09-9
€ 10,00

Giulio Di Lorenzo con un'appassionata e minuziosa ricerca ricorda tutti quei soldati di Valle di Maddaloni che partirono dal proprio paese per affrontare a viso aperto il nemico sacrificando la propria vita pur di rendere grande la Nazione.
L’autore ricostruisce tutte le vicende della Prima Guerra Mondiale. Parte dall’uccisione dell’arciduca d’Austria e continua con le ripetute dichiarazioni di guerra da parte di vari Stati, fino al punto in cui anche l’Italia dichiara la partecipazione al conflitto. Successivamente l’autore scrive dell’evento bellico anno dopo anno, evidenziando i fatti rilevanti sia per tutti gli Stati interessati alla guerra e sia per la politica militare italiana.
Dopo questa accurata ricostruzione, l’autore presenta le schede di trentasei cittadini di Valle di Maddaloni che parteciparono al conflitto. Per la gran parte i soldati sono d’origine contadina ed hanno un’età variabile tra i circa quaranta ed i diciotto anni. Molti di loro addirittura muoiono dopo la fine del conflitto. E’ la riprova del notevole contributo di sangue delle genti del Sud alla “grande guerra”.
Con questa ricerca Di Lorenzo spera che le nuove generazioni approfondiscano la conoscenza della storia patria e provvedano a custodire il patrimonio storico-culturale di Valle.

Michele Sisto

“Evviva San Michele!”
Devozione all’Arcangelo e tracciatura del solco a Sturno

pg 80 – formato 17 x 24
ISBN 88-88848-07-X
EAN 978-88888-48-07-5
€ 5,00

Michele Sisto omaggia il suo paese con un lavoro di ricerca sulla tracciatura del solco, che rappresenta il bene culturale immateriale per eccellenza di Sturno, provincia di Avellino, unitamente al culto per San Michele.
…”Lo Surco” costituisce un elemento fondativo dell’identità sturnese, la quale risulta fortemente caratterizzata dalla devozione a S. Michele, sempre in bilico tra credenze e fede, tra leggenda e storia.
La storia, appunto, quella del nostro borgo, la quale, come accade spesso nei paesini del Sud, è intimamente intrecciata a vicende miracolose, a eventi religiosi, a fenomeni sospesi tra la realtà e la magia. Il ritrovamento della statua lignea, l’edificazione della Chiesa, la costruzione delle prime case intorno al tempio, la formazione dei casali: sono le tappe fondamentali della storia di Sturno.
La nostra origine, quindi, è nel culto del Santo…

Giuseppe Vozza

Il Solco di Castel Morrone

pg 112 – formato 16 x 24
ISBN 88-88848-00-2
EAN 978-88888-48-00-6
€ 8,00

A Giuseppe Vozza tratta dell’antichissimo rito della tracciatura del solco. A Castel Morrone (provincia di Caserta) l’8 settembre è tutto un pullulare di squadre di contadini intenti nel tracciare solchi, dritti e lunghi, superando alberi, valloni, torrenti, case, strade, da offrire alla Madonna del Castello, che ha preso il posto della dea Cerere. La tracciatura del solco avviene alla fine dell’annata agraria per ringraziare la divinità del raccolto fino a quel momento ottenuto e per propiziarsene i favori per la prossima annata.
La ricerca ha evidenziato come anche altri paesi hanno la tradizione del solco: come Castelfranco in Miscano ed in genere vari paesi del Fortore nel beneventano, Sturno nell’avellinese, Valentano in provincia di Viterbo, Rocca di Mezzo nell’aquilano, Guardiagrele in provincia di Chieti. Sono oltre venti i comuni presi in esame. Le date coincidono un po’ tutte, solo nel beneventano si tracciano l’ultimo sabato di aprile. I solchi sono dedicati alla Madonna, solo a Sturno sono dedicati a San Michele. Ma le comparazioni non sono circoscritte all’Italia, Vozza rileva come il solco venga tracciato anche in altre regioni europee ed asiatiche.
Del solco scrivono Jacopo Sannazzaro nell’”Arcadia” e Gabriele d’Annunzio ne “La figlia di Iorio”. Ovviamente sono tanti i richiami alla letteratura latina, in considerazione dei legami che Vozza trova con il mondo etrusco e romano.
La ricerca antropologica di Vozza, dunque, se da un lato riannoda i fili con la tradizione, dall’altro può servire da premessa per divulgare, tutelare e valorizzare un rito particolare. E ciò non è poco in un periodo di incessante globalizzazione.

Il disegno della copertina e quelli all’interno del libro sono del pittore morronese Giovanni Tariello.


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